Il nuraghe Lugherras è un bellissimo polilobato (Fig.1 - ABCDE) con antemurale (Fig.1 - GFIH) che si trova nell' agro di Paulilatino in località lugherras, venne scavato da Antonio Taramelli nel 1910 dopo che alcuni pastori riuscirono ad aprire un varco sulla scala che da una nicchia del secondo piano conduceva al pianterreno.
Il polilobato è costituito da una torre centrale più quattro torri, tre in pianta e una aggiunta durante il rifascio del mastio. Riutilizzato in epoche successive alla civiltà nuragica, diventò un tempio punico-romano, probabilmente in condizioni non molto differenti dal momento dello scavo. Infatti, il Taramelli e il Nissardi, rinvennero delle lucerne, poggiate sui massi di di crollo che ostruivano l'ingresso del mastio dal cortile.
In questo nuraghe, prima e durante lo scavo, furono riportate alla luce migliaia di lucerne (lugherras), da cui la zona prende il nome, probabilmente per il numero di ritrovamenti nell'agro già da tempo, monete puniche e romane, pugnali, lance e giavellotti durante lo sgombro delle sale e del cortile antistante al mastio.Infatti nella sala del piano terra fu ricavato, nel pavimento, un ripostiglio per l'immagazinamento delle offerte e delle ceneri dei riti compiuti nel secondo piano del monumento.Una volta riempito il ripostiglio vennero utilizzate anche le nicchie della sala.
Sopra l'architrave della torre centrale, di notevoli dimensioni, era collocato un piano di mezzana,al quale l'accesso era possibile solo dal secondo piano, dove venne rinvenuto un deposito di bronzi e ferri votivi.
Nel cortile del polilobato, a destra dell'ingresso del mastio, un pozzo si protrae per oltre 10m, fino a raggiungere,oltre uno strato di denso tufo bianco di 2m, un ruscello sotterraneo, che sbuca più a valle nei pressi del nuraghe Battizzones.La bocca del pozzo ha un apertura di 0,45m di diametro, e al suo interno, durante lo scavo, furono rinvenuti reperti di vari periodi, nella sezione stratigrafica, a partire dall'età più recente (askos e Vasellame di pasto magro) fino al periodo più remoto (stoviglie e ceramiche d'impasto grezzo), ma nessuna ceramica del periodo punico-romano.
Questo dato rilevante lascia intendere che il monumento era già in stato di rovina durante la frequetazione punico-romana.
L'interno del Lugherras, si presenta strombato verso l'esterno nel corridoio d'accesso alla sala del piano terra, l'architrave è imponente e i blocchi del corridoio sono squadrati a mazza.
Dal corridoio, subito a sinistra dell'ingresso, una ripida scala oraria conduce alla sala superiore, mentre sulla destra la nicchia di corridoio (la discussa "garitta") è ampia e profonda.
La sala in pianta, presenta due profonde nicchie, dove quella di sinistra curva a "L".
La tholos è alta e intatta, proporzionale al diametro di base.
Nel febbraio del 2006 questo stupendo monumento, ha subito un crollo nella torre aggiunta frontalmente durante il rifascio del mastio, la quale comunicava con il cortile, l'ingresso e con il secondo piano tramite una scala oraria inserita nella massa muraria.
Alcuni anni fà un altro crollo ostruì l'accesso ad un corridoio sulla sinistra del mastio che probabilmente conduceva ad un'altra torre.
Questi cedimenti strutturali, sono dovuti alle radici della vegetazione che lo rivestono quasi interamente, che insidiandosi tra i massi dei muraglioni ne lacerano e indeboliscono la massa muraria del monumento.
Nel giugno del 2006 verranno iniziati i lavori di consolidamento e ristrutturazione del monumento.