Il protonuraghe Albucciu (che erratamente nelle IGM 1:25000 viene chiamato nuraghe Malchittu) si accosta alla fascia architettonica attribuibile ai nuraghi di tipo misto, posto sulle sponde del rio Moru, sicuramente in relazione con il templietto di Malchittu e la tomba dei giganti di Moru posta a 80 metri NE oltre la strada asfaltata.
Il protonuraghe, edificato su un solido basamento di roccia granitica, della quale una parte è diventata parte integrante della struttura, con cunicoli e vano scala.
Dall'ingresso si accede ad un corridoio, coperto con lastroni a incrocio circolare, strombato verso il vano scala che si incontra frontalmente, mentre, alla destra si trova un piccolo ambiente di pianta ellittica con nicchia frontale rispetto all'ingresso alla cella anch'essa ellittica; uno stretto cunicolo sottostante la pavimentazione comunica con l'esterno in prossimità del roccione su cui poggia la struttura.
Il sudetto cunicolo comunica attraverso una scala con il piano superiore.
Sulla sinistra dell'ingresso, lungo il corridoio, si incontrano un lungo cunicolo (ora in stato di crollo?) e un'apertura sopraelevata che comunica con il cunicolo stesso.
La scala frontale, curva a sinistra, porta ad un pianerottolo intermedio che dirama in un condotto comunicante con la torre N e sulla destra ad una scala che conduce al piano superiore nel quale ormai restano solo alcuni filari degli ambienti che sovrastavano il primo livello.
Oltre ad una sala circolare è facilmente individuabile un piano di mezzana comunicante con una scala che scende nella parte retrostante al nuraghe.
Nell'estremità che si affaccia sull'ingresso del protonuraghe, si possono notare otto mensoloni ancora in situ, e ricavato sul piano di calpestio, un foro, del diametro di 30 cm circa, che comunica con il corridoio d'accesso come succede spesso nei piani di mezzana dei nuraghi a tholos.
Riportiamo qui sotto i dati di scavo dalla stratigrafia:
Strato 1:
crollo delle strutture della parte alta della camera. Le
moltissime pietre che lo componevano non erano uguali
per peso e grandezza ma andavano ingrandendosi man
mano che si giungeva verso il basso. La sommità del
crollo era costituita di lastre e lastrine granitiche.
Strato 2:
strato culturale corrispondente all’ultimo momento di
vita della costruzione. Lungo la parete Ovest e nell’angolo
Nordovest si rinvennero ancora “in situ” un ciotolone
carenato con impresso sul fondo un cerchiello ad“occhio di dado”, un vaso “a bollilatte” ed una olletta
con orlo ingrossato a cordone. Questo strato si è formato
dopo un abbandono temporaneo della costruzione.
Strato 3:
strato sterile corrispondente al periodo di abbandono del
nuraghe.
Strato 4:
strato culturale. Molto ricco di ceramiche tra le quali si
ricordano ollette con alto collo distinto, ciotole carenate
con anse a gomito rovescio, alti piedi di vasi a fruttiera,
tegami e, tra questi, alcuni con decorazione impressa a
pettine, forse per la cottura delle focacce. Numerosi i
pesi per fuso, biconici o cilindrici e, di particolare interesse
ai fini della cronologia, un pugnaletto votivo in
bronzo con elsa gammata decorato sulla lama da incisioni
a spina di pesce nonché tre perline in pasta vitreaverde
chiaro. Sono presenti alcuni grumi di intonaco con
impronte straminee.
Strato 5:
strato culturale. È caratterizzato dalla presenza di due
focolari, uno al centro della camera ed uno sotto l’armadietto
della parete Est. Numerose le ceramiche che non si diversificano, per altri tipi e forme, da quelle dellostrato
precedente. Numerosissimi i grumi di intonaco.
Strato 6:
strato culturale. È questo il più ricco di manufatti ceramici
e litici e corrisponde al primo momento di vitanella
costruzione. Numerosi sono i vasi a bollitoio, taluni
con il coperchio formato da un disco fittile forato al centro,
le olle con orlo ingrossato a cordone, le ciotole con
o senza carena, i tegami alcuni dei quali con impressione
a pettine, i pesi da fuso. Di particolare interesse una
spiana che reca impressa, su una faccia, l’impronta del
fondo di un canestro. Tra i reperti liti i numerosi pestelli
e macinelli, una accetta in scisto e, particolarmente
frequenti, pezzi di pietra pomice solcati da profonde
incisioni lasciate, persfregamento, durante l’affilatura,
lame di bronzo. Si interrompe il focolare sotto l’armadietto
ma continua il grande focolare centrale ai margini
del quale erano numerose ghiande carbonizzate.
Strato 7:
Numerosi frammenti ceramici erano presenti fra la terra
dell’acciottolato pavimentale, alcuni infiltratisi, per calpestio,
dallo strato 6, altri probabilmente contenuti nellamalta
di fango che lega le pietre del pavimento.
Da
Ruju / Ceruti